The Passage: Ennesimo fanta-horror?

Article by · 17 Gennaio 2019 ·

The Passage, il nuovo prodotto di casa Fox, adatta per il piccolo schermo la trilogia distopica di Justin Cronin. Riuscirà nell’intento?

Vampiri e poliziotti già visti

Giorni nostri. Un gruppo di scienziati individua uno strano individuo nella foresta del Sud America. Il tipo è un vampiro e sembra essere immune a tutte le malattie che affliggono l’uomo. Aiutati dall’esercito, gli scienziati danno vita al progetto Noah, che vuole estirpare dal mondo la malattia così come la conosciamo. Al progetto manca solo una bambina, unico essere umano su cui non sono ancora stati testati i “poteri” dei vampiri. Così, Brad Wolfgast (Mark-Paul Gosselaar) si mette alla ricerca dell’anello mancante, imbattendosi in Amy Bellafonte (Saniyya Sidney). Ma la missione potrebbe non andare come sperato.

Sa tutto di già visto, in questa serie Fox che ha debuttato domenica scorsa in televisione. Ci sono i cattivi (definiti da un camice o da dei canini spropositati) e ci sono i buoni – definiti da un distintivo che a tratti portano controvoglia, quasi quel mestiere gli fosse stato imposto dall’alto. La storia, raccontanta in prima persona da Amy, sottolinea più volte questa cosa, quasi fosse fiera di viaggiare con un uomo come Brad.

I vampiri immuni alla malattia

I vampiri di questa storia non brillano come in Twilight, ma hanno la pelle liscia quasi fosse una guaina e somigliano un po’ a quelle salamandre strane che si trovano nelle foreste pluviali. E il loro vomitare sangue richiama altri vampiri già visti in televisione. Loro, l’anello mancante tra l’uomo e l’eternità, sono ciò che il progetto Noah porta avanti spavaldo, sicuro che quei canini possono salvare l’umanità dalla morte e dalle malattie. Testando i poteri dei vampiri su carcerati poi, sono sicuri di non far male a persone innocenti.

Ma Amy non è una carcerata, è una bambina orfana e per questo Brad si trova combattuto se portarla o meno al progetto Noah per iniziare gli studi.

E per non farci mancare niente dello “già visto”, ecco che uno degli scienziati è diventato lui stesso un vampiro, e testa personalmente i carcerati scelti per diventare i nuovi vampiri dal progetto Noah.

La storia di per sé regge, anche se sa tutto di già visto. E questo già dai personaggi che agiscono esattamente come ci aspettiamo da loro, eppure non riusciamo a staccare gli occhi dalla televisione per tutti i quaranta minuti dell’episodio.

In giro per gli USA

La fuga di Amy e Brad sembra ricalcare quella che fa Eleven in Stranger Things e non aiuta per niente il pubblico che, magari, voleva una storia davvero originale per svagarsi quell’oretta libera che aveva. Sembra quasi che questa serie sia il prodotto di dieci anni di serie sci-fi horror riassunte in una sola ora. C’è tutto: il dottore coi sensi di colpa, la ragazzina prescelta, il poliziotto che la protegge a ogni costo e i cattivi che in realtà pensano di essere buoni.

Se proprio si vuole, la serie può essere vista ma con le dovute pinze, come già detto in questa recensione. O sperando che, magari, le nuove puntate siano più articolate di quella pilota che, per riassumere tutto, sa davvero di remake di serie vecchie anziché di qualcosa di innovativo per questo 2019 appena iniziato.

E no, la pubblicità in giro non ha aiutato per quanto riguarda le aspettative sulla serie.


    Leave a comment