Years and Years – Lo sconvolgente futuro prossimo immaginato da Russell T. Davies

Article by · 28 Giugno 2019 ·

Come vi immaginate tra due anni? Tra cinque? Tra dieci? La vostra vita sarebbe la stessa? Il nostro modo di vivere rimarrà immutato?

Years and Years, miniserie della BBC appena conclusa, parte proprio da questo semplice artificio mentale, proponendo allo spettatore una prospettiva futura molto vicina a livello temporale. E lo fa seguendo le vite di una famiglia di Manchester, i Lyons, le cui vicende si intrecciano con le trasformazioni sociali, politiche ed economiche della Gran Bretagna. Dopo la Brexit, dopo una scongiurata crisi nucleare, dopo la follia di una classe dirigente totalmente allo sbando e di un elettorato privo di riferimenti culturali che possano evitare la crisi di una nazione e, più in generale, di una umanità intera.

Dal micro al macro

Si può raccontare e immaginare il futuro della specie umana senza adoperarsi in grandi digressioni fantascientifiche o in discorsi paternalistici sulla pericolosità dell’innovazione tecnologica incontrollata. Si può parlare di futuro anche in relazione al modificarsi del contesto sociale in cui vivono gli individui. La trasformazione del tessuto sociale porta a nuovi modi di interazione, nuove forme di relazione e, dunque, nuove dinamiche familiari e sentimentali.
Questo è proprio il taglio scelto da Russell T. Davies, che i più ricorderanno per essere il papà del Nono e Decimo Dottore nonché una delle persone alle quali bisognerebbe fare una statua per aver riportato Doctor Who in vita negli anni 2000. L’autore delinea dei personaggi splendidamente umani e mostra come il progresso e gli eventi che, a livello nazionale e globale influiscono sulla società, hanno un riflesso importante sulla vita degli individui. Dalle loro idee politiche, alla loro situazione economica, al loro modo di relazionarsi con la famiglia, niente resta uguale e le persone si trasformano e cambiano prospettive. Per esempio, è ciò che accade a Stephen dopo la crisi finanziaria, o a Daniel in uno degli ultimi struggenti episodi, o ancora a Bethany e alla sua crisi identitaria.
Years and Years è una serie fenomenale anche perché delinea i contorni di una distopia terrificante nella quale si iscrive un racconto familiare nel quale è possibile identificarsi.

La politica del terrore

Come si diceva, il family drama è la colonna portante dello show di Davies, ma a rendere questa serie una delle migliori di questo prolifico 2019 ci pensa l’escalation di eventi politici immaginata dall’autore, che tra l’altro, considerando come vanno le cose nel mondo reale, non sembra poi così impensabile (purtroppo). La crisi nucleare, l’implosione del sistema finanziario, la rinascita di movimenti populisti e iper-nazionalisti, il tutto viene veicolato dal personaggio di Vivienne Rook, interpretato da una splendida Emma Thompson.
La Rook è un politico spregevole quanto scaltro, capace di porsi a capo di un movimento che raccoglie tutte le paure e i bisogni più viscerali della gente, li trasforma in voti, propone soluzioni semplici a problemi complessi, e dimostra tutta la sua incompetenza e inadeguatezza una volta raggiunto il potere. Ricorda qualcosa?

The times they’re a changin’

Come non chiudere questo consiglio di una delle novità più eccezionali di quest’anno finora se non con le parole di Bob Dylan, che calzano a pennello con i temi trattati dallo show. Viviamo in un mondo in perenne mutamento, una trasformazione sempre più rapida nel quale il domani è sempre un’incognita. Siamo calati in una permanente situazione di incertezza riguardo il futuro (quella situazione che Frank Night, economista, definirebbe una situazione nella quale è pressoché impossibile dare una valutazione delle probabilità di ciò che accadrà) e come decideremo di adattarci ai mutamenti sociali sta solo a noi, come esseri umani e creature dotate di ragione.
Una cosa è certa, il mondo lo facciamo noi, noi individui con le nostre scelte e le nostre vite. Ed è proprio questo che racconta Years and Years.


    Leave a comment